uno

sei arrivata dodici mesi fa, stravolgendomi le viscere, annegandomi il cervello, rimescolandomi i pensieri. hai fatto emergere sentimenti che non conoscevo, mi hai costretto a fare pace con la bambina sola che credevo di esser stata, mi hai insegnato a prendermi cura di qualcuno (persino di me), hai fatto sì che il mio sonno non potrà, mai più, essere lo stesso e che io debba, da ora in poi, convivere con la paura, ricacciandola in gola.

sei occhi, sguardo, intenzione. lo sei stata da subito. brilli di una luce che è soltanto tua, sorridi con tutto il corpo, braccia e mani e piedi in perenne movimento. sei decisa, caparbia,  ostinata. indichi la via e pretendi di seguirla, e che gli altri ti facciano da destriero, più che da guida. eppure cerchi le mie braccia a confortarti, le mie mani a sostenerti, i miei occhi a darti indizi che ti rendano maggiormente comprensibile questo strano e assurdo mondo in cui ti ho voluta mettere.

mi baci, al mattino, con gli occhi che ridono e la bocca spalancata. sbagli le parole, confondendo papà, pappa e mamma. non importa, amore mio. stai andando benissimo.

è la vita, bellezza

nessuno può dire a chi ama “non ti farò del male”. perché vorrebbe dire “non conterò mai niente, per te”.

incisioni

già non mi ricordo i primi giorni, quella tua fragilità morbida e inerte, il modo in cui piangevi, di come riuscissi a consolarti. non ho scritto nulla, ho scattato mille fotografie senza cogliere l’essenza, ho pronunciato parole inesistenti e inventato canzoni che non so più, imparato il tuo volto ogni mattina dimenticandolo ogni notte. solo i tuoi occhi restano costanti. non ho le risposte che ti aspetti, ma ricambio il tuo sguardo, e continuerò a farlo, nascostamente, anche quando smetterai di cercarlo.

batchiara:

haroldfry:

Da qui Harold fa la prima telefonata alla moglie Maureen, per avvertirla del suo imprevedibile viaggio

Insomma, come funziona questa cosa del Tumblr di Harold Fry? Chi è Harold Fry?
E’ il protagonista di un romanzo scritto da Rachel Joyce. Racconta la storia di un viaggio imprevedibile.
L’idea geniale è stata: perché non chiedere ad una persona speciale, una che sa scrivere benissimo e ama l’Inghilterra come una seconda patria di seguire in tempo reale le stesse tappe, passo passo, quel viaggio? Ma facendolo davvero?
Questa persona è Valentina, che tiene da molti anni un blog fantastico che è Malapuella (anche se molti la conoscono come Ipazia).
Valentina è partita qualche giorno fa. Ha il libro con sé. Lo legge, lo vive. Guarda le chiese, percorre i viottoli idealmente accanto ad Harold. Annusa i fiori, valica colline e calpesta l’erba. Mille chilometri in 87 giorni.
Legge, vive, fotografa e scrive per noi quello che prova, quello che sente. 
Se volete farle compagnia, seguitela anche voi.

qui si viaggia

batchiara:

haroldfry:

Da qui Harold fa la prima telefonata alla moglie Maureen, per avvertirla del suo imprevedibile viaggio

Insomma, come funziona questa cosa del Tumblr di Harold Fry? Chi è Harold Fry?

E’ il protagonista di un romanzo scritto da Rachel Joyce. Racconta la storia di un viaggio imprevedibile.

L’idea geniale è stata: perché non chiedere ad una persona speciale, una che sa scrivere benissimo e ama l’Inghilterra come una seconda patria di seguire in tempo reale le stesse tappe, passo passo, quel viaggio? Ma facendolo davvero?

Questa persona è Valentina, che tiene da molti anni un blog fantastico che è Malapuella (anche se molti la conoscono come Ipazia).

Valentina è partita qualche giorno fa. Ha il libro con sé. Lo legge, lo vive. Guarda le chiese, percorre i viottoli idealmente accanto ad Harold. Annusa i fiori, valica colline e calpesta l’erba. Mille chilometri in 87 giorni.

Legge, vive, fotografa e scrive per noi quello che prova, quello che sente. 

Se volete farle compagnia, seguitela anche voi.

qui si viaggia

COLPA MIA

lo so che è colpa mia e che, scrivendo, la rete prende possesso dello scritto. lo so che non posso avere la pretesa che il messaggio che metto nella bottiglia si areni dove io pretendo e lì rimanga. 

ma non mi capacito, davvero no, della mancanza di pertinenza (attenzione, è lingua italiana). guardate alla composizione nel suo complesso, per cortesia. ché qui si fa esattamente il contrario della de-contestualizzione. e in ogni caso, non siete artisti: pescate roba, e la mettete in vetrina. fatelo con gusto.

Prospettive

Me lo ricordo bene, l’odore di mia madre quando io ero bambina. Un misto di sonno, sottovesti profumate nei cassetti, le mani che sapevano di candeggina e sugo a sobbollire in pentola. Era un odore che rimaneva, indelebile, dentro la vestaglia messa a scaldare sul termosifone. Tante volte ho affondato il volto in quella stoffa, per ritrovare un po’ di lei, chiusa in una clinica a ingigantire la paura che se ne andasse troppo presto.

Oggi quell’odore, almeno in parte, lo ritrovo su di me. E mi stupisco di come tutto torni, ribaltato. Mia figlia dorme, nel lettino, respirando la mia camicia azzurra. Io la guardo e penso che il suo arrivo mi ha insegnato a prendere mia madre, per mano, e accompagnarla, giurandole che resterò anche quando farà male.

e poi succede

che all’improvviso io ti veda. impreparata e incredula, coi sentimenti un po’ in sordina. non ho lacrime, per te, solo stupore. hai occhi enormi, e sembri chiedermi perché, da dove vieni, che ne sarà di te. io non ho risposte, e sarà, credo, cosa imperdonabile. posso solo ricambiare il tuo sguardo, già così acuto e indagatore, e sperare che non faccia troppo male.

batchiara:

raelmozo:

Agostina (Scattata con instagram)

(Questa miciula bellizzima è adottabile. Dettagli via ask)

batchiara:

raelmozo:

Agostina (Scattata con instagram)

(Questa miciula bellizzima è adottabile. Dettagli via ask)

batchiara:

raelmozo:

Piccipu e B. (Scattata con instagram)

Adottabile anche questo cucciolino. La mamma invece no :)

batchiara:

raelmozo:

Piccipu e B. (Scattata con instagram)

Adottabile anche questo cucciolino. La mamma invece no :)

misantropo:

kon-igi:

ghiropigro:

kon-igi:

cosipergioco:

Al di là di ogni retorica, perchè a 17 anni anni in una competizione “minore” non c’è nessuna retorica, sono queste le immagini che mi spingono a credere che lo sport sia, probabilmente, il migliore “maestro di vita”.
 Perchè poi impari ad avere rispetto per l’altro, a capire la differenza abissale tra nemico e avversario, a scoprire che senza di lui non saresti nulla nemmeno tu.

Passo il tempo a desiderare un mondo abitato da queste persone e a viverlo insieme alle altre.

poi arrivano i soldi (se giochi a pallone) e lo sport non è più questo… professionismo, lo chiamano… chissà poi perché mi viene in mente un’altra impropia accezione del termine “professionista”.

E allora c’è qualcosa di sbagliato nell’ingranaggio e nel fascino che esercita sulle persone. Perché mi devo commuovere davanti al gesto di una ragazza che è tornata indietro per aiutare la sua avversaria ed essere certo che il suo ‘piccolo’ gesto sarebbe stato improponibile nella grande realtà agonistica? Perché sono arrivato a quarant’anni con la certezza che non c’è più via d’uscita per il genere umano nella sua totalità ma solo un piccolo fiorire di gesti umani in un marasma di farse violente’? Cosa racconto alle mie figlie quando si renderanno conto che non è più possibile ‘pensare di poter essere vivi e felici solo se lo sono anche gli altri’? Dagli anni ‘60 in poi non c’è mai più stata una svolta socialmente umana ma solo un serpeggiare di atteggiamenti ipocriti intesi a confondere le idee della gente, così in Italia come nel resto del mondo.Butta via il telecomando, getta la carta stampata, tappati le orecchie davanti ai discorsi della gente normale, ma io me lo posso permettere, loro devono ancora crescerci e camminarci nel mondo…Cosa posso raccontare loro di un mondo che non mi interessa più? 

Raccontagli la verità: che per cambiare il mondo serve anche e soprattutto il loro aiuto…

le mie stesse domande

misantropo:

kon-igi:

ghiropigro:

kon-igi:

cosipergioco:

Al di là di ogni retorica, perchè a 17 anni anni in una competizione “minore” non c’è nessuna retorica, sono queste le immagini che mi spingono a credere che lo sport sia, probabilmente, il migliore “maestro di vita”.

Perchè poi impari ad avere rispetto per l’altro, a capire la differenza abissale tra nemico e avversario, a scoprire che senza di lui non saresti nulla nemmeno tu.

Passo il tempo a desiderare un mondo abitato da queste persone e a viverlo insieme alle altre.

poi arrivano i soldi (se giochi a pallone) e lo sport non è più questo… professionismo, lo chiamano… chissà poi perché mi viene in mente un’altra impropia accezione del termine “professionista”.

E allora c’è qualcosa di sbagliato nell’ingranaggio e nel fascino che esercita sulle persone. Perché mi devo commuovere davanti al gesto di una ragazza che è tornata indietro per aiutare la sua avversaria ed essere certo che il suo ‘piccolo’ gesto sarebbe stato improponibile nella grande realtà agonistica? Perché sono arrivato a quarant’anni con la certezza che non c’è più via d’uscita per il genere umano nella sua totalità ma solo un piccolo fiorire di gesti umani in un marasma di farse violente’? Cosa racconto alle mie figlie quando si renderanno conto che non è più possibile ‘pensare di poter essere vivi e felici solo se lo sono anche gli altri’? 
Dagli anni ‘60 in poi non c’è mai più stata una svolta socialmente umana ma solo un serpeggiare di atteggiamenti ipocriti intesi a confondere le idee della gente, così in Italia come nel resto del mondo.
Butta via il telecomando, getta la carta stampata, tappati le orecchie davanti ai discorsi della gente normale, ma io me lo posso permettere, loro devono ancora crescerci e camminarci nel mondo…
Cosa posso raccontare loro di un mondo che non mi interessa più? 

Raccontagli la verità: che per cambiare il mondo serve anche e soprattutto il loro aiuto…

le mie stesse domande